giovedì 2 ottobre 2014

1.Una mia concittadina era solita dire:

Non si fa il proprio dovere perchè qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

Non credo che costei di grazie ne abbia mai ricevuti molti. Perchè fa maledettamente piacere, quando si riceve un grazie. Diamine, come fa piacere.

In ogni lavoro, ci sono momenti per cui il grazie non te lo diranno mai. Non perchè non lo vogliano dire, ma perchè nessuno saprà mai della tua buona azione.

Cliente francese, arriva dopo mezzanotte con auto a noleggio. Il garage della strada è chiuso, ma lo faccio posteggiare davanti all'albergo, nello spazio carico/scarico bagagli. Non c'è il lavaggio della strada, quindi ok. Mi faccio dare la chiave, gli spiego che domani mattina chiamo il garage e gli facciamo posteggiare l'auto. Lo informo dei costi. Lui non fa una piega, è qui per affari. Paga per il servizio e lo ottiene. Tres bien, j'adore questi clienti.

Un'ora più tardi vado a chiudere la porta a chiave, onde evitare che esseri estranei penetrino nella struttura ed infastidiscano il sottoscritto (e non sia mai che vogliano invertire gli ultimi due verbi e sostantivi).

Osservo la pandina del cliente, ma mi blocco, perplesso. C'è qualcosa che non mi torna.

Mi avvicino, allungo la mano e tocco il volante.

Questo furbone di francese ha lasciato il finestrino aperto. Non ha neanche chiuso l'auto.

Rientro al ricevimento, prendo la chiave dell'auto dalla cassa e vado a richiuderla a modo.

Nessuno mi dirà mai grazie.

Pazienza, va bene lo stesso. Poi io ho sempre preferito di gran lunga Tiziano.


2.Altra piccola storia. Ragazza turca, giovane, sorridente, particolarmente ben corazzata.

Parte domani ed ha bisogno degli orari per Orvieto. Pronti ed oplà, eccoli stampati. Felice, se ne risale in camera.

Dopo qualche minuto riscende.

Voglio prendere il treno delle 13 per Orvieto. Ma domani, dopo il check-out, “I want to visit the BNL in Venice. Is it possible?”

Lì per lì sono rimasto perplesso. Vuoi andare a Venezia a vedere la sede della banca nazionale del lavoro?
Poi ho realizzato.
Intendeva la biennale.
La pronunciava con un inglese

Ora, io non è che sia esperto di biennale e sappia orari di apertura. Lavoro a Firenze, posso dire quelli degli Uffizi. Ma questa tipa vuole partire per Venezia domani mattina, visitare un qualcosa e poi tornare qui per prendere un treno ai'tocco, cioè le 13. E senza neanche sapere gli orari, ed essersi prenotata un treno.

Gliel'ho sparata ad alzo zero:

Impossible”

Ci rimane malissimo, faccia delusissima come quella dei brasiliani che osservavano la loro squadra seppellita di gol dai crucchi.

Magari è possibile, chi lo sa, ma ho fatto il bastardo. Bimba bella, organizzati prima, non alle 23.30 della notte prima della tua partenza da Firenze.


3.cliente maltese, con la simpatia di un ultras partenopeo sugli spalti dell'olimpico di Roma. Scende arrabbiatissimo nel tardo pomeriggio perchè ha dei problemi in camera.

Il buon vecchio Mauri (Maurizio) gli dice che manda su il facchino, il mitico Ettore, a risolvere il problema. Ma il cliente è nervoso e vuole vedere altre camere. Ok, va bene, ma tu hai una camera al quarto piano, con terrazza e vista sul cupolone, è ovvio che le poche rimaste libere finora non sono all'altezza. Alle 21 di un giorno di Settembre, quasi tutti pieno, che ti aspetti? Suite disponibili per te?
Io pago dinero”.
Ciccio, non è che gli altri la camera ce l'hanno gratis.
Ma costui non vede al di là del proprio naso.

Comunque Maurizio ed Ettore mi riferiscono l'accaduto perchè il tipo esce con la moglie, e quando rientra potrebbe tornare alla carica.

All'una di notte, ovviamente, lui rientra. Mi scuso del problema, gli riferisco che il facchino è intervenuto e sono sicuro che ora va meglio. Ma che comunque può cambiare camera, se proprio lì non riesce a starci. Una delle due che ha visto in precedenza.

Ma non sono belle camere”

Questo è quel che abbiamo disponibile. Purtroppo, perchè se non c'erano, voleva dire che eravamo stati bravi a vendere tutto. Che ha deciso di fare?”

E questo se ne viene fuori con: “Non si sono liberate altre camere nel frattempo?”

.

Te hai visto due matrimoniali alle 21. Le ultime due matrimoniali libere. Sono passate 4 ore. Tu pensi davvero che in queste 4 ore si sia liberata una camera per te? Se un cliente è rimasto in camera fino alle 22 è perchè ci rimarrà, dormendo, fino a domattina all'ora del check-out, no?

Se ne sale su arrabbiatissimo minacciando che “Domattina parliamo”. Ho evitato di dirgli che con me non avrebbe parlato perchè alle 7 staccavo. Mi spiace per la Caterina che se lo sarà sorbito. Ma secondo me montava un caso per fare storie. Ma certa gente non riesce mai a rilassarsi, in vacanza?

ps. la notte dopo ho prepararo i conti delle camere in partenza. Ovviamente mi è capitata sottomano la pratica di costui. Era rimasto dove stava. Risolto il problema, è ovvio che ha preferito restare in una camera dove, comodamente seduto in terrazza a sorseggiare un vinello locale, può osservare la cupole del Brunelleschi. Sempre che l'abbia fatto. Nervoso com'era, dubito si sia goduto la vacanza.


4.Mia moglie, turno di pomeriggio nell'albergo dove lavora.

Arrivano dei clienti per chiedere di fare la riconferma on line del volo.

Ora, fare una riconferma di questo tipo di solito è una scocciatura. Pare strano ma è così. Il punto è che ora queste ca**o di compagnie ti permettono pure di scegliersi il posto all'interno dell'aereo, ma per noi rappresenta un vero inferno. Perchè il cliente non è mai deciso su quale posto avere, e se sono in numero superiore a due, la difficoltà aumenta perchè tutti vogliono stare accanto ed avere posto finestrino. Perciò ci tengono occupati anche per una mezz'ora, ed ovviamente in quella mezz'ora arriva di tutto: clienti per altre informazioni, clienti per check-in, telefonate di informazioni...

Quindi 'sta gente la rimbalziamo e la invitiamo a farselo per conto suo usando il loro dispositivo e la rete wifi dell'hotel.

Solo che costoro hanno una richiesta piuttosto difficile: devono cambiare volo a Francoforte, ma hanno paura di non fare a tempo. E vogliono sapere la distanza tra il punto (gate) di arrivo e quello di partenza. E se c'è un collegamento rapido (bus navetta o che) tra questi.

Ovviamente non lo sappiamo. Uno si può anche immaginare che, essendo Firenze-Francoforte considerato volo interno e Francoforte-di là dall'Atlantico volo intercontinentale, non siano proprio uno di fianco all'altro. Vedrai che una navetta c'è di sicuro. Ma voler anche sapere, oltre al numero di gate, pure gli orari di un bus navetta di un aeroporto tedesco, è pretendere un tantino troppo...

Per scrupolo, la Sara va pure a vedere il sito internet dell'aeroporto, senza trovare niente. I clienti stessi avevano guardato in precedenza. E poi si erano illusi che una banconista di Firenze conoscesse l'aeroporto di Francoforte...

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