lunedì 23 luglio 2018

"And everything under the sun is in tune

But the sun is eclipsed by the moon"
 

Io le odio, le gallerie.

Non è solo per la fastidiosa, irritante sensazione che si prova nel timpano al brusco cambio di pressione.

Non è neanche per l'assenza di paesaggio da osservare e la monotonia del muro a pochi centimetri. Anzi, mi piace pure quella tetra oscurità, l'ingresso nelle tenebre, il buio subito dopo la luce. The dark side, appunto.

Il fatto è che una galleria ferroviaria è particolarmente rumorosa. Perchè il treno è molto più veloce di un'auto e soprattutto perchè viaggia a pochi centimetri dalla parete.

E quel "WUUUUUUUU" continuo e frastornante mi impedisce di sentire la musica nelle cuffiette.

"Tell me, doctor

where are we going this time

is this the 50's

or 1999...."

Non sto viaggiando nel tempo. Sto andando in un luogo ben più fisico, seguendo le canoniche direzioni x, y e z. La patria delle famose, celebri 3 T. E provate a immaginare quale delle 3 preferisco.

In realtà, a Bologna, ci passerò solo un paio d'ore, poi levitate a due e mezzo per ritardo del frecciabianca, perchè per andare a sud, da Firenze, bisogna prima passare per il nord.

Sembra un controsenso, ma il problema dell'italia non è mai stata la storia. Quella l'abbiamo sempre trattata allo stesso identico modo per secoli: dimenticandola subito. No, dicevo: questo paese ha sempre avuto un problema di geografia.

Io, attualmente, ho più un problema di testa.



I got my head checked

By a jumbo jet

It wasn't easy

But nothing is

No

Ho staccato dal turno di notte alle 7 del mattino e, in neanche un'ora, sono tornato a casa dove, spogliatomi di pantaloni, camicia e cravatta modello scena finale di Full Monty a velocità quadrupla, indossato pantaloncini e magliettina molto estiva, caricato di borsone del peso di 3 quintali e, soprattutto, ingoiato mezzo litro di caffè alla temperatura di fusione del piombo, mi sono diretto a SMN.

Malgrado tutto ciò, stavo per perdere il treno per Bologna perchè mi ero addormentato sul regionale, e sono saltato giù a Prato Centrale poco prima che le porte si richiudessero.


I'm gonna leave this place tomorrow

I'm gonna leave this town behind

I'll be gone before the morning

on the other side of the mound

That's why i'm moving on

Mi tiene su solo la consapevolezza che stasera divorerò un quintale di spaghetti allo scoglio e un migliaio di arrosticini, circondato dall'affetto della famiglia, per un 5 giorni di vacanza marina nel mare d'Abruzzo. Tutto quel che ho, per ora. Pochi ma preziosissimi giorni.


Sleep inside the eye of your mind

Don't you know you might find

A better place to play

Sono nell'ultimo vagone. Attorno a me, nessuno. Alone in the dark, e spero di non essere in un racconto di Lovecraft. In cima, un'allegra famigliola di millanta persone, con valigie di mezzo quintale, donnone alte e grosse quanto un tir e truccate come l'ultimo dei transessuali brasiliani, maschi più possenti di un giocatore di rugby e con i tatuaggi e l'espressione truce di uno appena uscito da Rebibbia, una caterva di bimbi allegri e chiassosi, sprizzanti vita. E tutti con una lingua che farebbe la felicità di un militante leghista in astinenza da rabbia e bava colante alla bocca.

Nel mio angolo di vagone non li vedo neanche. Il fracasso del treno dentro la galleria appenninica copre tutto: rumori del treno, musica in cuffia, schiamazzi da curva dello Steaua.


You know your mama

and your daddy

Saying i'm no good for you

They call me dirty

from the alley

and i don't know to do

Davanti a me

Vestitino a fiori

Boccoli biondi

Occhi azzurri

E la risata espressiva di una bimbetta, di poco più di 5 anni, che sta osservando qualcosa di molto buffo

Io

Perchè, occhi chiusi e volume a tutta potenza nelle cuffie, ero in piena trance performante da "air guitar". Con ancora la mano sinistra a mimare un "bending" su un'immaginario manico.

Rido.

Che altro dovrei fare?

La bimba gira i tacchi e corre dai genitori. Io, semplicemente, guardo verso l'esterno, mani in tasca e sguardo indifferente, ma posso sentire sguardi su di me e risate nell'immaginarsi un uomo adulto far finta di suonare un riff distortissimo e cantare un pezzo che sente solo lui.

Arriviamo a Bologna. L'allegra famigliola rumena si avvia all'uscita; io, per evitare di attendere in fondo al gruppo, vado dalla parte opposta.

Mi volto.

Incrocio lo sguardo della piccola.

Che alza la mano e mima un saluto. Labiale che dice chiarissimo "ciao"

E poi mima un'immaginaria chitarra.

Non posso non rispondere allo stesso modo.


Fuori, l'afa bolognese

Devo cambiare musica, stile, genere


Oh, love, don't let me go

Won't you take me where the street lights glow

I can hear it coming

I can hear the silent sound

Now my feet won't touch the ground


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