martedì 1 luglio 2014

A me piacerebbe tanto raccontarvi storie divertenti capitatemi nel mio lavoro di portiere d'albergo nella capitale del Rinascimento altrimenti detta Firenze.

Mi piacerebbe dirvi di quella signora spagnola che, piantina della città aperta sul bancone, mi chiese “donde està la casa di Romeo y Giulietta”.

Di quelli che, sempre con la solita piantina, mi chiedono “where is the Pisa Tower” (capitato una mezza dozzina di volte. Tutte richieste venute, quasi superfluo dirlo, da clienti indiani).

Di quella volta che, nell'albergo, entrò Gesu Cristo in persona. Giuro, non scherzo. No, non ero stanco modello Fantozzi che ha le visioni deliranti. Era proprio lui, con barba, capelloni e tunica. Anche se più che il sanscrito di Nazareth parlava l'inglese del Michigan.

E di quando invece entrò uno che sta all'arte cinematografica come il dottor Mengele sta alla lega contro la vivisezione. Uno che fa vergognare di essere di Firenze, e che farebbe venire voglia di andare dal Pieraccioni, picchiarlo forte ed urlargli “perchè l'hai lanciato, perchè?”

Od ancora di quell'ex calciatore scudettato ex nazionale che prenotò una doppia con una tipa che dovrebbe essere interdetta dall'uscire di casa per evitare distacchi di mascelle maschili: una stramodella, stragnocca, stratutto, con 30 anni di meno e 30 centimetri di più. E purtroppo con 30 di QI. Sommati assieme, lui e lei. Che il giorno prima mi chiesero se potevano pagare in assegno, risposi di no e mi assicurarono che avrebbero pagato in contanti. Puntualmente, la mattina dopo, scesero con l'assegno. Il che mi fece capire molte cose sulla letale combinazione “calciatore – modella”.

Oppure di dirvi dei clienti giapponesi che mi riempiono di complimenti per la mia abilità nella loro lingua, e fanno salire il mio ego a livelli di temperatura di fusione del cobalto.

Ma purtroppo non è così. Non capitano solo fatti divertenti, aneddoti strani o soddisfazioni personali, anzi. Noi lavoriamo in albergo. Vendiamo un servizio, una camera. Un bene che rimane comunque proprietà dell'albergo, non di chi la paga. E quindi si presuppone venga trattato nel modo giusto. Per rispetto verso gli altri, sia nei confronti della struttura che li ospita che dei clienti futuri.

E non sempre è così.

Preparate il secchio per il vomito.

Turno pomeridiano di mia moglie.

Due camere doppie.

Russi.

Il che dice già molte cose.

Madre con 3 figli. Lei dorme con la figlia, i due maschi in un'altra camera.

Escono la mattina e rientrano verso mezzogiorno. Dopo una mezz'ora riescono nuovamente, ed il maschio più grande, maggiorenne, dice alla banconista (che per l'appunto è la Sara) con un inglese stentatissimo:

-The toilet is wet, water from the shower-

Vabbè, sarà uscita un po' d'acqua, capita. Mando su il facchino a pulire. Nel frattempo i russi escono.

Il facchino sale e scende di corsa al ricevimento.

Ed indica la quantità d'acqua in camera.

Almeno 5 dita.

Dove lavora la Sara, le camere hanno il parquet. Ed il legno è come il gatto: non ama l'acqua.

Imprecando in un misto di italo-egiziano che non gli basteranno 273 ramadan di seguito per salvarsi dalle fiamme dell'inferno, comincia ad asciugare, e quando arriva alla doccia, che era stata lasciata aperta e buttava acqua in continuazione, scopre che lo scarico è intasato.

Prende la ventosa per cercare di stasare, e lì scopre il perchè è tappato.

Ci avevano defecato.

Un bello stronzo, quello vero di cacca, appare dal buco di scarico della doccia.

Avete vomitato? Vi siete ripresi?

La Sara si prepara a parlare con i clienti dopo la cazziata fattagli dal portiere di notte (perchè sono rientrati tardissimo); la mattina della partenza la signora cercherà di evitarla per tutto il tempo. Ma deve fare il check-out, dal bancone ci deve passare, e lì, imbarazzatissima, manda avanti il figlio più grande adducendo che lei l'inglese non lo parla (e non è vero).

Il ragazzo, gettato sulla graticola mentre la madre si allontana, spiega che era successo un “incidente” al fratellino, 8 anni, mentre si faceva la doccia. Un bimbo di 8 anni, quasi certo che non l'abbia fatto apposta, anche se ci viene comunque il dubbio che sia stato educato così. D''altra parte la madre, la prima notte, dopo aver esso a dormire i figli, se ne era uscita nella Florence by night per rientrare ad ore antelucane. Non è che veicoli proprio un gran messaggio educativo nei confronti della cucciolata. Comunque i due ragazzi, invece di scendere a riferire il problema, avevano lasciato andare l'acqua della doccia sperando che “clean the pipe”. Non hanno ancora studiato che si, l'acqua può scavare la roccia e fare i canyon, ma ci mette un paio di milioni d'anni, non certo due ore. Un pezzo di cacca umana, soda e rigida, blocca tutto. E fa inondare la stanza.

Ma dato che ormai avete vomitato, vi dico di quando, dove lavoro io, una allegra famigliola proveniente dal luogo in cui si schianterà un meteorite di 4 tonnellate, gettò qualcosa di molto consistente nel water. E si bloccò nella tubazione da cui arrivano gli scarichi dei bagni di altre 4 camere.

Trovando la strada bloccata, l'acqua tornava indietro nei water. E straboccava. E si portava indietro TUTTO.

State dando un'altra vomitata? E non è finita. Perchè immaginate il facchino, anche lui imprecando in toscano stretto e condannandosi alla dannazione eterna, che deve pulire. E togliere roba organica che galleggia per la stanza.

Vi prometto che ai prossimi racconti vi parlerò di qualcosa di divertente. Episodi paradossali ne accadono continuamente. Ogni giorno. Ma come possono ben testimoniare i miei colleghi di lavoro, mia moglie e i molti amici che lavorano in albergo, sia quelli che conosciamo personalmente sia quelli conosciuti tramite i gruppi facebook dedicati ai banconisti, non si tratta di eventi rari e/o occasionali. Questo è lavoro d'albergo.

E per i facchini è pure peggio. Per loro è davvero pulire la cacca degli altri.

Letteralmente

Nessun commento:

Posta un commento