venerdì 27 novembre 2015

La gente è strana. Ma strana forte.
Ci sono clienti che arrivano per 4, a volte 5 notti di soggiorno. Che siano turisti, congressisti o commerciali, poco importa. Arrivano con solo una borsa, neanche tanto grande. E li vedi con gli stessi vestiti addosso per tutta la durata del soggiorno.
Non voglio farmi domande. Basta che non piantino storie sulla camera, poi mi va bene tutto. Oddio, colleghe cameriere ai piani avrebbero da ridire, soprattutto se i suddetti clienti, oltre a non avere molto ricambio vestiario, sono anche poco avvezzi all'uso dell'h2o, ma in fondo sono affari di costoro. Quel che hanno gli basta.
Poi c'è l'estremo opposto.


In un turno pomeridiano di qualche mese fa, mi appare, quasi dal nulla, un ometto semplice, con musetto a topo tipo Alvaro Vitali, ed un bel sorriso cordiale.
-Avez-vous une chambre pour une nuit?-
Ah, la Francia. Io amo la Francia, adoro tutto di lei. Vado pazzo per la loro campagna, per le coste della Normandia ed i carri armati nelle piazze dei paesini, per la Grandeur, per Nizza, Tolosa, Caen, la Ville Lumiere. Il vino e le baguette. Una lingua sublime, adorabile, passionale.
Ok, lo ammetto: i franzosi, a volte, sono un po' stracciamaroni. Piantano storie, pretendono.... ma a parte che gli perdono tutto proprio perchè vengono dall'Hexagone, dopo aver provato molte volte gli indiani, i francesi ormai sono acqua fresca.
Chiamo “er libanese” aka Matteo. La Cinzia invece è “er freddo”. Matteo e Cinzia si sono dati i soprannomi. Si salutano così, quando cominciano il turno: “Ah freddo” “Ah libanese”. Bisogna riuscire a scherzare, ogni tanto, se non si vuole sclerare.
Dicevo
chiamo er libanese affinchè mostri la camera al francese. Non un granchè, una camera semplice, senza tanti fronzoli. Ma al cliente piace. Scende e chiede una notte. Ed estrae la carta di credito.
American express oro.
Minchia.
Mentre mi appresto ad effettuare la transazione, mi informa che esce per portare qui davanti l'auto, la moglie ed i bagagli. Dopo pochi minuti arriva.
Una Jaguar.
Minchia col punto esclamativo!
I due francesi (peraltro anche la signora si dimostra sorridente e cordiale) cominciano a trasbordare i loro bagagli dalla Jaguar fin dentro la hall.
E lì prendo la foto che vedete.
I bagagli che ritenevano necessari per una notte.
E non erano tutti, perchè nel momento della foto, erano tornati all'auto a prenderne altri.
Gli avevo ben garantito che il garage è sicuro e custodito. Tant'è che quando rientrano con gli ultimi vestiti, per darmi la chiave della Jaguar affinchè il garagista venga a parcheggiarla, mi dicono che non avevano preso tutto, e molta roba era ancora dentro.
Praticamente, per una notte, avevano la quantità di bagaglio di un'intera armata. Anche er libanese guardava e mi chiedeva “Ma quanto ci stanno, un mese?”
La gente, come dicevo, è strana.


ps. ad onor del vero devo dire che dopo un'ora sono scesi a chiedermi se potevano stare per altre due notti perchè “ormai quasi tutti i bagagli sono in camera”. Avrei preferito mi avesse detto che voleva restare altre due notti per visitare bene la mia città, ma non importa. Gli ho detto di si, gli ho confermato la tariffa e mi ha reso la solita amexco oro per un secondo addebito.



Pps. Durante i 3 giorni di permanenza, la Jaguar è rimasta in garage. Ma ogni tanto andavano lì a prendere qualche altra borsa. Evidentemente, quel che avevano in camera, non era abbastanza...

un bacio a tutti da vostro marce. E ricordate: come dice Aragorn, viaggiate leggeri.
Ma non troppo...




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