venerdì 3 marzo 2023

Cose che ho imparato su Padova:

1-Che è carina forte! Un centro caratteristico, con stradine piccole e una serie di negozietti alimentari, sotto il palazzo della Ragione, che mi dicevano "Fermati e assaggia qualcosa, Marce, che sei pelle e ossa! Torna sopra i 70 kg! Sgranati un bel panozzo con il cotechino e salsa verde accompagnato da un bicchiere di Merlot, che aspetti?"

"Lo sai cosa dice Miles Raymond riguardo al Merlot, si?"

"Ma che ti frega? E' buono, bevi!

Ora sono 72 chili. Doppio e triplo accidenti.

2-Mi ero, doverosamente, prenotato la visita alla Cappella degli Scrovegni. Semplicemente epica. Sarà perchè la dipinse un Fiorentino. Però, che magnificienza. Soprattutto la parte dei dannati nel giudizio universale, dove Giotto ci disegna anche un Papa, probabilmente doveva essere stato uno davvero pessimo. Oggi ci metterebbe l'attuale ministro dell'interno.

E poi la Pinacoteca, che bellezza. Mi affascina sempre vedere l'evoluzione artistica nei secoli. Le madonne con i bambini in grembo, bambini sempre bruttini mentre le madri sono bellissime ed eteree. La Maria Maddalena regolarmente a seno nudo, peraltro molto procace, arf! L'immancabile San Tommaso che infila il dito nel costato sanguinante di Gesù, oppure la Giuditta con la testa mozzata di Oloferne, in un crescendo splatter che Tarantino scansati proprio.

Nelle visite dei quadri, adoro passare al settecento, dove dominano i "parrucconi", signorotti veneziani con l'immancabile parrucca incipriata mentre le dame sono dotate di regolare seno a balconcino, arf 2.0. Infine le scene di battaglia, sempre di cavalleria, sciabole e cappelli piumati che il mio amico e progettista di giochi Andrea direbbe subito "Malplaquet. Oppure Cassano d'Adda. Unità di cavalleria 3-5, potremmo farci un gioco" e partirebbe in quarta a buttare giù appunti.

Io ho amici così. Chi si somiglia si piglia, dicono.

3-Io, che lavoro in un albergo stratosferico, ho dormito in una bettola d'infima categoria. Il mio primo capo ricevimento mi insegnò quella che è passata sotto il suo nome: prova Viviana. Scorrere il dito sopra quadri, stipiti, armadi per verificare le tracce di polvere e capire se il personale ha lavorato bene o meno. Beh, non ce n'era bisogno: lo strato di polvere era ben spesso e talmente visibile a occhio nudo che probabilmente gli acari che ci vivono sono lì che tentano di fare il salto di specie ed evolvere a esseri senzienti.

Ma ero assolutamente consapevole che sarebbe stato così, per quel poco che ho pagato.

4-Il mio vero scopo della gita in Veneto era Ideag Padova, il sabato. Mi sono ritrovato con altri aspiranti autori di giochi da tavolo -ma c'erano anche autori ed editori veri- e ho passato il sabato a giocare, dalla mattina fino a mezzanotte, terminando quando dalla biblioteca civica di Abano Terme hanno intimato di andare a nanna, altrimenti ci avrebbero chiuso dentro. E qualcuno di noi, probabilmente, ci sarebbe anche stato, a farsi rinchiudere dentro. Ho provato almeno 7 prototipi -ben 3 miei- e mi sono divertito un monte. E ovviamente non poteva mancare una cena luculliana, tutti assieme.

I veneti sono persone bellissime.

Un grazie a Filippo, organizzatore precisissimo, Piero dello StudioGiochi, Francesca e Andrea della Tana dei Goblin di Verona. E tutti gli altri con cui ho giocato, mi scuso se non li nomino tutti. E grazie Abano Terme. Che è praticamente attaccata a Padova, ma in Toscana bastano un paio di chilometri per scatenare odio feroce verso i vicini; non sapendo come funziona in Veneto, meglio rendere omaggio anche alla cittadina.

Ps. Poi tornerò sulle cronache del portiere d'albergo, ma per una volta che ho preso un fine settimana libero, m'andava di raccontarlo.







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