martedì 20 settembre 2022

Draghi: "L'Italia giocherà ancora"

Salvini: "Flat tax allo 0% e giochi da tavolo per tutti. E panini con la porchetta! Gnam!"

Letta: "Quando interpreto il guerriero a D&D, faccio gli occhi della tigre!"

Berlusconi: "Votate per noi, il partito ludico. Ma no, cosa avete capito? Non ludico in quel senso"

Meloni: "LVI ha fatto anche giochi buoni. Si, certo, i wargame, ma perse sportivamente. E poi il bunjee-jumping"

Di Maio: "Aboliremo la noia: gioco di cittadinanza"

Bonino: "+eurogame"

Renzi: "Gioca sereno"

Putin: "In realtà Kiev non mi interessa. Io voglio arrivare fino a Firenze per giocare"

Biden: "Ehm... cosa stavamo facendo? Ah, giocavamo? A cosa?"

Xi Jinping: "Vogliamo annetterci Taiwan perchè è cinese e Firenze perchè lì giocano"



E tu, cosa aspetti a venire a giocare con noi?

FirenzeGioca, il 24 e 25 Settembre. Mi raccomando, si entra da Porta Soccorso alla Campagna (che è un nome bellissimo)

(io ci sarò solo il sabato mattina :( )



sabato 17 settembre 2022

Ore 2 di notte. Sto andando verso il bagno, quando sento qualcuno che tenta, invano, di aprire l'ingresso.

Un tentativo che dura un attimo. Ma seguito, a ruota, da altri 3 tentativi furiosi.

Accorro e quasi urlo "un momento, ora apro!" prima che 'sta persona riesca a scardinare anche l'intelaiatura.

Giro la chiave, spingo e mi trovo davanti una tipa che quasi mi sbatte di lato per entrare, mentre i due amici dietro ridacchiano e mi fanno il gesto del bere, per indicare che lei ci ha dato dentro col gomito. La lingua, che ve lo dico a fà, è l'inglese.

La tipa di aggira nella hall, mentre io richiudo a chiave la porta, poi mi chiede, nervosissima, dov'è il bagno.

"Sempre dritto, in fondo"

"In fondo?"

"Si, esatto. Vada avanti... ancora... ancora..."

Nel momento che capisce qual'è la porta del bagno, mi dedico ai due amici, che continuano a ridere. Gli dò le chiavi, che sono le ultime rimaste. I due si prendono le loro e salgono su senza aspettare che l'amica torni dai bisogni impellenti, segno che hanno parecchio sonno.

Lascio la chiave dell'ultima camera sul bancone. La tipa torna dal bagno, decisamente più rilassata.

Mi guarda. Fisso negli occhi. Per un tempo molto, troppo lungo.

Accenna a un sorriso malizioso. E' anche una bella ragazza.

"Sei qui tutta la notte?"

"Non lo faccio apposta"

Ricambio lo sguardo e il sorrisetto. Poi indico la chiave.

Lei accenna a prenderla ma non la trova perchè continua a fissare me.

"Come lo sai?" questo me lo dice in un non pessimo italiano.

Alzo le spalle "Perchè è l'ultima camera rimasta"

Appare un pò delusa. Spero abbia capito l'antifona.

Invece torna a guardarmi negli occhi. E rifare quel sorrisetto malizioso. Aspettandosi qualcosa che non arriverà. Finalmente volge lo sguardo al bancone, afferra la chiave, si avvia all'ascensore e lo chiama. Ma nell'attesa che arrivi, gira la testa, mi osserva ancora intensamente e dice:

"Io mi chiamo Edith" con voce decisamente maliziosa.

"Buonanotte Edith" con tono abbastanza sbrigativo.

E stavolta appare davvero delusa.

Succede raramente, ma quando succede è troppo bello dare queste delusioni.

venerdì 9 settembre 2022

A volte mi chiedo se il destino non si prenda gioco di me.

Sono tranquillamente intento a fare il mio lavoro notturno quando vedo, dalla telecamera che inquadra l'esterno, che c'è una guardia giurata che parla con un tizio. Il tizio dà le spalle alla telecamera, quindi non lo vedo in faccia.

Poichè sono uno che di farsi gli affari suoi proprio non ci riesce -io non sono uno da "me ne frego" ma "mi interesso"- apro la porta e mi affaccio.

La guardia giurata mi nota e mi chiede se parlo un pò d'inglese, perchè questo tipo gli si è quasi buttato sotto, in mezzo alla strada, mentre stava passando con l'auto di servizio.

Mi avvicino e il tipo di gira. Giovane, vestito molto trasandato e sporco, con una parlata incomprensibile e una mano praticamente maciullata, completamente rossa di sangue.

Rimango sbigottito.

Ci parlo, e riesco a capire, per l'inglese assurdo che esprime e che non mi è ignoto anche se a quei livelli non me lo ricordavo, che lo hanno derubato. E mi pare anche picchiato, visto lo stato della sua mano. Si mette a piangere, poi urla parole senza senso condite da *uck ovunque -questo lo capisco bene-

Rientro per prendere del cotone e disinfettante, ma non appena lo vede si allontana e dice di no. La guardia giurata ha avvertito la polizia che arriverà tra poco.

Un tipo si avvicina e lui lo aggredisce urlando come un ossesso, non può non aver svegliato le camere poco sopra l'ingresso. Gli urla in inglese le peggio cose anche se capisco il 5%.

Finalmente arrivano i carabinieri. Il matto pare calmarsi mentre un agente ci parla, l'altro carabiniere discute con il tizio aggredito. Io e la guardia giurata ci guardiamo senza dire una parola. Poi l'aggredito se ne va e il carabiniere viene da noi:

"Quello è svizzero e dice che si era avvicinato per aiutarlo quando quel matto ha cercato di colpirlo. Comunque ho preso le generalità"

Intanto sono richiamato a fare da traduttore. Non capisco praticamente niente fino, sia per l'esagitazione che ha sia per il suo inglese. Poi finalmente capisco:

"Irlanda del Nord? Belfast?"

"Derry"

Ecco perchè non lo capisco ma la parlata mi sembrava di averla conosciuta. Lo slang irlandese -e quello del nord in particolare- è una cosa folle.

Riesco a capire il nome -Charlie- e il cognome, la data di nascita -è un 2000- mentre il carabiniere segna tutto, e che vuole tornare al suo alloggio, anche se urla "please, take me home". "Home" è un ostello a 200 metri da dove lavoro, di fronte c'è un pub, guarda caso, in stile irlandese. Deve averlo svuotato, probabilmente i proprietari avranno chiuso il bandone e messo il cartello "abbiamo i soldi per le ferie alle Maldive, ci vediamo a Ottobre. Del 2023".

Gli diciamo che l'ambulanza sta arrivando e Charlie si mette a urlare che sta bene e vuole solo andare a casa. Si picchia la mano insanguinata urlando che non ha niente, e comincia a versare sangue su tutto il marciapiede. Macchia anche uno dei carabinieri, benchè tutti e quattro ci si tenga a distanza.

Provo a calmarlo dicendogli che è una nostra responsabilità aiutarlo, visto che si trova qui in Italia, nel nostro paese. Lui ribatte che ama l'Italia, poi si fa aggressivo verso di me urlando altre parolacce, ma come i carabinieri si avvicinano si abbassa e mette le mani sulla testa piagnucolando e chiedendo di essere riportato a casa. Avessi un TARDIS ce lo riporterei subito: direttamente a Derry il 30 Gennaio del 1972.

Poi arriva l'ambulanza, e Charlie scappa. I due caramba e la guardia giurata provano a rincorrerlo, ma quelli dell'ambulanza gli dicono di desistere. Lo avevano già incrociato alla stazione e si era rifiutato di farsi medicare. Anche se probabilmente, più che di una medicazione, avrebbe avuto bisogno di un TSO.

L'ambulanza riparte e noi quattro rimaniamo piuttosto sconsolati. D'altra parte, se non vuole farsi aiutare, non possiamo fare molto.

I tre ripartono nelle loro auto di servizio dopo avermi salutato ed essersi disinfettati bene -soprattutto il carabiniere con la camicia blu macchiata- poi io riempio un secchio d'acqua e lo getto sulle macchie di sangue sul maciapiede davanti l'albergo.

Mi rimarrà il dubbio di capire se era in tali condizioni per la morte della sua sovrana o perchè, essendo irlandese, festeggiava.

martedì 6 settembre 2022

I problemi, purtroppo, capitano.

Mi dispiace, davvero non vorrei succedessero. Perchè spesso non posso farci niente, e ciò è frustrante. Ma capitano.

Un tardo pomeriggio, un cliente mi dice che l'aria condizionata, nella sua camera, non funziona. Fuori è un calore pazzesco, da forno Siemens in piena attività, e nei locali interni questa tecnologia è necessaria. Perciò, se si guasta, è un vero dramma.

Tuttavia in portineria funziona, quindi non si è interrotta in tutto l'albergo. Posso solo chiedere al facchino/manutentore di andare a controllare, sperando che i clienti l'abbiano spenta per sbaglio. E' una camera tripla, magari il figlio, ragazzetto la cui età non è ancora in doppia cifra, potrebbe aver aggeggiato con il pannello di controllo e averla spenta.

Ma aimè, il collega conferma: non fa proprio. Probabilmente si è rotto il fancoil. Per essere sicuro va su con lo scaleo per aprire la grata e controllare la macchina nel contro soffitto. Scende e conferma: ha smesso di funzionare, ci vorrà il tecnico specializzato.

Scende quasi subito il cliente, padre del ragazzo giovane, con lo stesso figlio. Parliamo del problema, e lui se ne esce con queste testuali parole:

-So che gli alberghi hanno sempre delle camere libere, in caso di necessità.

Rimango basito.

-Ma.... veramente no. Cerchiamo di vendere sempre tutto (come fanno tutti, d'altra parte)

-E quindi non può darmi un'altra camera?

-Sono davvero spiacente, ma non ce l'ho. Posso provare a cercarne un'altra in un'altro albergo (e non so neanche dove perchè malgrado il caldo assurdo, la città è stracolma).

-Ma io voglio restare qui, i miei amici sono qui (era una prenotazione multipla di più camere).

-L'unica cosa che posso fare è darle un ventilatore, poi domani cambia camera e comunque avrà uno sconto alla partenza.

-Ma l'aria condizionata è essenziale, il ragazzo soffrirà il caldo (afferma indicando il figlio).

-Purtroppo non so proprio come fare, sono davvero spiacente. Siamo davvero sfortunati perchè l'aria condizionata si è rotta adesso.

-E non può chiamare un tecnico?

-A quest'ora non viene nessuno, oltre al fatto che andrà proprio cambiato il condizionatore e quindi la camera resterà invendibile per qualche giorno.

-Ma il ragazzo soffrirà il caldo.

-Come le ho detto, posso darle un ventilatore, poi domani cambierà camera e le faremo uno sconto per il disagio.

E lui, insistente, continua a dire che il figlio patirà caldo, come se per magia il condizionatore potesse ripartire.

Alla fine, arrabbiato, sale in camera con il figlio e ben due ventilatori. E lo capisco, mi spiace davvero, ma queste sfighe capitano.

Il giorno dopo li cambiamo in una camera con un condizionatore ben funzionante, e il suo umore torna pimpante. Ma continua a dire che "il ragazzo ha sofferto il caldo, a me non importa, io mi levo la maglietta e dormo senza" però non ci credo mica tanto.

Anche lui avrà sofferto, ma almeno quella notte l'ha pagata poco.

domenica 4 settembre 2022

“La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo”

 

Era tutto pronto, splendidamente predisposto, magnificamente organizzato.

Invece, al solito, ci si mette di mezzo il fato. E la politica, mannaggia la miseria.

Due mesi fa la fantastica Mirella Vicini, che ho l’immeritato onore di conoscere, mi comunica che mi precetta per aiutare nell’organizzazione di Firenze Gioca, epica manifestazione di giochi di ruolo, da tavolo e chi più ne ha più ne metta, e quindi devo fare qualcosa.

In realtà non riesco a fare moltissimo, ma ci provo. Fornisco il mio modesto contributo, anche finanziario, per la realizzazione. Soprattutto dopo l’esperienza dell’anno scorso, dove ero anche dimostratore di giochi.

Per l’occasione, visto che il lavoro di portiere d’albergo si svolge sempre, a qualsiasi ora, richiedo con un certo anticipo -due mesi- il fine settimana libero. Per essere sicuro di essere presente ad aiutare -disporre tavoli e sedie- prendo libero pure due giorni prima. Finalmente si torna a giocare. Ho predisposto anche i miei prototipi di giochini che nessun editore pubblicherà mai, ma non importa. Mi diverto, tanto basta.

Poteva andare tutto bene? Macché.

Due giorni fa mi citofona il messo comunale: i suoi servigi sono richiesti per lo scrutinio elettorale, mannaggia a questa mania di andare alle elezioni a ogni più sospinto. Il comune non poteva obbligarmi a essere presente come fante per la guerra contro Siena o Pisa? Avrei quasi quasi preferito, almeno avrei avuto una cotta di maglia, un elmo, una picca e un pavese. Ci sarebbe stato più senso. Ma proprio le elezioni? Uffa.

Insomma, quest’anno Firenze Gioca me la godrò solo il sabato mattina.

Però ciò non mi impedisce di fare pubblicità: venite tutti a Firenze Gioca il 24 e 25 Settembre. La mattina del 24 sarò nell’area SognAutori.

#firenzegioca

https://firenzegioca.it/progioco

 


 

lunedì 15 agosto 2022

"Gli uomini e le donne sono uguali" canta Cremonini.

Dicono che gli uomini hanno le tasche e le donne le borse.

Ma non è il genere che fa il contenuto. 

E' l'oggetto.



Ho preso una brutta abitudine.

Dato che mi dava fastidio portarmi dietro il portafoglio, portamonete, cellulare e chiavi tutto nelle tasche dei pantaloni, mi sono comprato uno zainetto. Uno di quelli piccoletti, che si trovano in un grande magazzino di oggetti sportivi. Produzione chissà dove e pochi euri, un classico.

Beh, non fatelo. Non commettete il mio errore.

Una volta che si compra lo zainetto, la quantità di materiale all'interno si moltiplica esponenzialmente. Perchè "ora ho più volume" e quindi "prenderò anche queste due cose, quanto spazio occuperanno mai?"

Oltre a quei pochi oggetti che solitamente tenevo in tasca, adesso ci sono anche:

-una bottiglina d'acqua mezza vuota;

-un ombrellino con due aste rotte ma, come dice Igor, potrebbe piovere;

-mezza dozzina di mascherine e una boccetta d'amuchina;

-un quadernino e due penne (una non funzionante) al fine di prendere appunti per storie del blog e un romanzo che non finirò mai;

-fazzoletti di carta, alcuni usati;

-un pacchetto di mentine e uno di gommine da masticare (quest'ultimo aperto e vuoto: le gommine sono sparse nel fondo dello zainetto);

-caricabatterie e cuffie del cellulare;

-un libro tascabile perchè non si sa mai, dovessi prendere il tram fino a Scandicci o il treno per Pistoia, almeno leggo qualcosa;

-una chiavetta usb di cui ignoro il contenuto e che il pc non mi legge dal 2009 (ma ogni volta spero ci riesca);

-buoni sconti di vari supermercati scaduti da prima del covid;

-almeno una dozzina di scontrini;

-e inoltre: monetine da massimo 10 centesimi (mai di più), frammenti di patatine ancora commestibili, bigliettini dei baci Perugina e, infine, l'incarto dei baci (perchè non trovavo il cestino e l'avevo messi nello zainetto pensando di buttarli una volta a casa, ma sono lì da tempo immemore).

Quindi ripeto: non è il genere che aumenta la quantità di materiale. E' l'oggetto contenitore. Perciò, cari colleghi di genere, continuate a usare le tasche dei pantaloni e portarvi dietro poche cose.

Non fate come me!

sabato 6 agosto 2022

Quando un cliente parte già indisposto, nel suo viaggio fuori casa, che sia in vacanza o congresso o qualsivoglia altro motivo, il miglior sorriso o frase di benvenuto possa fare il personale non basterà: il cliente si sentirà maltrattato, preso in giro, convinto che quel viaggio sia stato inutile e sarebbe stato meglio se fosse rimasta a casa, magari lavorare per elisabetta franchi 24 ore su 24.

La cliente in questione, prima ancora che gli si possa dire buongiorno, parte con una serie di domande senza lasciare il tempo, alla mia collega, di darle le dovute spiegazioni. Perchè domandi l'orario della colazione se poi ci chiedi, immediatamente, anche la password del wi-fi? Cosa ti dobbiamo dire, per prima cosa?

Ma il momento peggiore, quello davvero fastidioso, è quando le viene chiesto i documenti per la registrazione. Perchè la signora sbotta subito:

-Ma la chiave della camera? Non ce la dà?-

Con un tono misto di noia e arroganza che ti fa veramente passare la voglia di sorridere e dare la gentilezza che i clienti meritano.

E poi questa persona passa tutto il soggiorno senza mai salutare, quando esce e rientra dalla struttura. E sbuffa al momento di pagare. E nel questionario di gradimento si permette pure di scrivere "signora al ricevimento molto scortese". La mia collega, una delle persone più gentili che ci siano!

Che nervoso.

Quindi, cara signora cui mi permetto di fare un discorso diretto anche se non leggerà mai il mio blog, lei ha soggiornato qui contribuendo ai nostri stipendi -grazie di tutto il pesce- ma la prossima volta cerchi di farsi venire un pò più d'animo, curiosità e desiderio di conoscenza. 

Perchè se deve stare così, anche no.