Ogni tanto passeggio per le strade del paesello dove vivono i miei.
C’è una piccola chiesetta, a circa un
chilometro da casa, in cui mi piace andare. Non c’è mai nessuno anche se
presumo sia sconsacrata essendoci il cartello che indica “proprietà privata”,
ma io mi limito a guardare dall’esterno. E poi quassù si conoscono un po'
tutti.
Passeggiare da queste parti ha il suo
fascino: l’aria pulita, il verde, il rumore delle fronde quando c’è un po' di
vento e l’acqua nei ruscelli. A volte mi chiedo se l’esercito fiorentino di
passaggio, in quel Giugno del 1289, abbia mai pensato di fermarsi lì a
trascorrere l’estate, invece di scendere giù ad affrontare gli aretini a
Campaldino.
Dicevo della chiesetta: classico di
queste antiche strutture, è dedicata alla madre di Gesù e ha la particolarità
di avere la torre campanaria staccata dalla struttura. Sospetto che sia anche
leggermente pendente, ma non vorrei farmi ingannare dall’albero e dal fatto che
è costruita in un punto non proprio pianeggiante.
Ma quello che mi è piaciuto di più è
la targa apposta dal comune di Castel San Niccolò a ricordo dei caduti civili e
partigiani, con tanto di rose fresche. Ecco, averla apposta alla parete della
torre campanaria, che serve come richiamo ai fedeli ma all’occorrenza anche in
funzione civica -chiamare la popolazione a raccolta- la trovo una cosa
bellissima.
Perché quando si combattono le forze
del male le persone perbene si uniscono. Tutte, senza distinzioni.


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