sabato 23 maggio 2026

Ogni tanto passeggio per le strade del paesello dove vivono i miei.

C’è una piccola chiesetta, a circa un chilometro da casa, in cui mi piace andare. Non c’è mai nessuno anche se presumo sia sconsacrata essendoci il cartello che indica “proprietà privata”, ma io mi limito a guardare dall’esterno. E poi quassù si conoscono un po' tutti.

Passeggiare da queste parti ha il suo fascino: l’aria pulita, il verde, il rumore delle fronde quando c’è un po' di vento e l’acqua nei ruscelli. A volte mi chiedo se l’esercito fiorentino di passaggio, in quel Giugno del 1289, abbia mai pensato di fermarsi lì a trascorrere l’estate, invece di scendere giù ad affrontare gli aretini a Campaldino.

Dicevo della chiesetta: classico di queste antiche strutture, è dedicata alla madre di Gesù e ha la particolarità di avere la torre campanaria staccata dalla struttura. Sospetto che sia anche leggermente pendente, ma non vorrei farmi ingannare dall’albero e dal fatto che è costruita in un punto non proprio pianeggiante.

Ma quello che mi è piaciuto di più è la targa apposta dal comune di Castel San Niccolò a ricordo dei caduti civili e partigiani, con tanto di rose fresche. Ecco, averla apposta alla parete della torre campanaria, che serve come richiamo ai fedeli ma all’occorrenza anche in funzione civica -chiamare la popolazione a raccolta- la trovo una cosa bellissima.

Perché quando si combattono le forze del male le persone perbene si uniscono. Tutte, senza distinzioni.




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