sabato 19 settembre 2026

 Una cliente americana si avvicina al bancone con aspetto timoroso.

Sfodero il mio miglior sorriso e la invito a porre la sua domanda. Lei, tranquillizzata dalla mia piena disponibilità, prende sicurezza e inizia a parlare:

«Domani abbiamo un tour della Toscana. Il punto di ritrovo è porta Romana, ma se io faccio una ricerca mi appaiono le immagini della porta di una cinta muraria.»

Sorrido e spiego alla signora che la parola italiana “porta” si può usare sia per la porta classica “door” che per “gate” che in inglese definisce le porte delle mura antiche che circondavano le città europee. Il ritrovo per il tour in realtà è in Piazza della Calza, quella interna alle mura; almeno quel tratto rimasto dopo la distruzione apportata dal Poggi nel 1880 -sigh-

Stabilito quindi il punto esatto di ritrovo apro l’applicazione di una delle compagnie di taxi ed effettuo la prenotazione per una macchina che, la mattina dopo, porti la signora e il marito nella piazzetta. Questi, il classico americano grande e grosso e che se ne era rimasto in disparte, prende anche lui sicurezza e si avvicina.

«Ma la porta è aperta, vero?»

Se mi alzi la palla io schiaccio che Myram Sylla scansati proprio!

«Certo. Noi fiorentini la chiudiamo solo quando arrivano eserciti nemici da sud.»

La coppia ride. Il marito, non pago, chiede:

«E quando è successo l’ultima volta? Quando arrivò il nostro esercito durante la guerra?»

«Oh no, è stato 500 anni fa: esercito spagnolo con mercenari tedeschi.»

«Ah, speriamo non arrivino domani, altrimenti non andiamo in tour e l’abbiamo già pagato.»

Grasse risate da parte di tutti e tre, poi loro si allontanano riflettendo a voce alta che al tempo di quell’evento gli Stati Uniti non esistevano ancora.

Però mi diverto troppo a raccontare ai turisti queste piccole storie. Anche se ho glissato sul fatto che Firenze si arrese al malvagio Carlo V, alla fine di quell’assedio.

Cattivi spagnoli, ci vorrebbero ancora i marines e…

Ah, no. Visto chi comanda attualmente, teniamoci i lanzichenecchi.

sabato 5 settembre 2026

Un esempio di come, in rete, occorre stare ben attenti a ogni piccolo particolare.

Una bella coppia sulla cinquantina rientra in albergo. Ogni notte che rientrano si fermano a chiacchierare e mi chiedono perché abbia scelto questa tipologia di turno, ma mi limito a dire che mi piace leggere e la notte riesco sempre a ritagliarmi un po' di tempo; il che è anche vero, ho sempre un qualche libro con me, nello zainetto; glisso solo sul fatto che ogni tanto scrivo o provo a inventare giochi da tavolo che non funzionano, ma non capita spesso che dei clienti mi chiedano di questa mia scelta di vita. Ma pongono domande un po' a tutto il personale; insomma, sono davvero carini e stanno simpatici a tutti.

Quindi, al loro rientro, li saluto col mio miglior sorriso -lo faccio con tutti, ma con loro c’è un gusto particolare- e gli chiedo subito com’è andata la serata, perché sapevo che si erano recati al concerto di un noto tenore che vive qui in Toscana.

E invece, con espressione molto delusa, mi riferiscono che hanno perso il concerto perché i biglietti che avevano erano fraudolenti. Li avevano acquistati su un portale finto, ma se ne sono accorti solo nel momento in cui si sono presentati all’evento, quando il lettore elettronico degli addetti all’ingresso non ha riconosciuto il codice QR di questi finti biglietti.

Superfluo dire che ci sono rimasto di sasso, mi è spiaciuto tantissimo. La signora ha comunque cercato un lato positivo: ci sono cose ben peggiori, nella vita, e questa sua affermazione mi ha fatto molta tenerezza. Vera, ma comunque bisogna cercare di sopprimere, quanto possibile, la cocente delusione.

Mentre loro salivano mesti in camera, ho pensato che certi sfortunati eventi possano capitare a tutti. Basta solo farsi prendere dall’emozione alla prospettiva di assistere a un concerto che piace, o comprare un oggetto molto desiderato, per finire fregati da loschi figuri senza scrupoli.

Bisogna fare mille attenzioni perché può succedere. A ognuno di noi.