sabato 29 agosto 2026

Una delle cattiverie più ricorrenti sul social è quella sul calcio femminile. Che le ragazze non sono all’altezza dei maschi. Ora, a prescindere da questa argomentazione, due cose:

1-     1-Se si prendessero 11 di voi cinquantenni criticoni e vi mettessero in campo contro di loro, vi riempirebbero di gol. Vi farebbero un mazzo tanto. Perché a parlare dal divano son bravi tutti, ma mettetevi alla prova e vediamo quanto siete veramente all’altezza. Spoiler: non lo siete. Avete una pancia che fa provincia e il fiatone anche quando portate fuori il cane.

2-      2-Se si dovesse usare come metodo di misura solo le cose migliori, nel calcio si dovrebbe guardare esclusivamente i mondiali o la champions league, invece parecchia gente segue molte serie “minori”, anche i dilettanti. Dovreste vedere le sfide tra lo Stia e il Pratovecchio, a confronto Roma e Lazio sono gemellati -Paolo, perdonami- Perché lo sport dal vivo è tutta un’altra cosa, che non in tv. E pazienza se si vedono svarioni di ogni tipo: si è lì, a due passi dall’azione, e conta quello.

Forte di questa mia passione e con un pomeriggio libero, mi sveglio dopo la dormita giornaliera, mi scarico in endovena mezzo litro di caffè, nutro le bestiacce che circolano nell’appartamento (i gatti), e parto per andare a vedere la Fiorentina Femminile. Così ho potuto ammirare il nuovo stadio del Viola Park e le maglie del passato, appese in apposite teche nel bar sotto la tribuna. Poi la partita, che è sempre un’esperienza da fare, per qualsiasi sport, anche se giocare alla 18 col sole addosso non è piacevole, per gli spettatori. Ma non importa, ho visto una bella partita, con begli schemi e grandi giocate.

Beh, le grandi giocate, a dirla tutta, le hanno fatte le avversarie, solide e ben messe in campo. All’86° una splendida azione corale ha portato al 2-1 per loro. M’è venuto spontaneo alzarmi e applaudire per poi dirigermi a casa. Andrà meglio la prossima volta. E poi il Sassuolo ha una bella combinazione cromatica.

Tanti auguri, Fiorentina. 100 di questi giorni. E magari vinciamone qualcuna, ogni tanto.



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