Nessuna storia dell’albergo. Ero libero e metto le foto della mia giornata particolare.
Oggi è l’11 giugno e ricorre l’anniversario di Campaldino, la
celebre battaglia tra guelfi fiorentini e i ghibellini d’Arezzo. Poiché ero dai
miei, che vivono da queste parti, non potevo non andare nel luogo più iconico:
il castello di Poppi, che domina tutta la vallata ed era la dimora di Guido
Novello. Una figura che mi ha sempre affascinato: fiero ghibellino, era a
Montaperti assieme ai senesi e Farinata degli Uberti. Comandò poi Firenze
durante i “sei anni dimenticati” quando la città fu ghibellina. Cacciato dai
guelfi, tornò in Casentino; durante la battaglia, poiché le cose si mettevano
male per gli alleati aretini, si ritirò. Gesto che può essere considerato come
vile, ma aveva pochi cavalieri e aveva già quasi settant’anni.
Se mi chiedete da che parte sarei stato, io fiorentino,
direi molto probabilmente con Arezzo, perché la mia famiglia vive da queste
parti e quindi i miei lontani trisavoli dovevano essere fedeli sudditi dei Conti
Guidi. Vabbè, si perse, ma era un’amichevole estiva precampionato: i Viola puntavano
all’Europa, noi Amaranto alla promozione in B.
Il castello è magnifico, uno dei luoghi più belli di questo
quadrante stellare. All’interno il plastico della battaglia con le miniature.
C’era anche la mostra su Tommaso Crudeli, poeta nativo di
Poppi nel 1702 che fu l’ultima vittima di tortura da parte dell’inquisizione,
una storia toccante. Comunque, se non sono guelfi, ci sono i preti del sant’uffizio.
Dulcis in fundo, Saverio, il gatto di Poppi, libero di
girellare tra le case del paese e che ha una sua pagina social. Simpatico, eh,
ma la combinazione cromatica non è proprio quella che più apprezzo.
Oggi è così, “i’curturale”. :D










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