sabato 24 ottobre 2026

Sto programmando questo post nottetempo, in attesa che partano alcuni clienti. Apparirà alle 9 del mattino, quando starò dormendo, ma ci tenevo a scriverlo.

Alle 15 infatti è prevista una manifestazione e dire che in città serpeggia il panico è poco. Un po' come in quel film: niente panico. E poi, subito dopo: ok, panico!

Al ricevimento hanno preparato dei cartelli per avvertire i clienti che il servizio taxi, nel pomeriggio, potrebbe avere interruzioni a causa della manifestazione e di “eventuali disordini” e i clienti vengono a chiedere ulteriori informazioni. Padre e figlio americani, persone eleganti e distinte, si avvicinano al bancone quando sono in turno:

«Da dove parte la manifestazione?»

«Da piazza della Signoria, qui vicino, poi si dirige verso il Duomo e quindi alla stazione dei treni.»

Il padre, che dall’età deve aver fatto anche lui qualche manifestazione, tipo quelle contro Giorgio III d’Inghilterra a Boston, mi dice che hanno la visita al Duomo per le 15.45 ed è preoccupato che potrebbe essere annullata perché “l’hanno già pagata”. Una di quelle cose a cui proprio non so dare una risposta ma che i clienti si aspettano da un portiere d’albergo perché teniamo la sfera di cristallo sotto al bancone e abbiamo seguito le lezioni di Sibilla Cooman.

Allargo le braccia: «Non è possibile saperlo. Magari non succede niente, ma potrebbero anche esserci… un po' di scontri con le forze dell’ordine.»

Il figlio, un uomo maturo più o meno della mia età, dice che ha visto alcuni negozi mettere pannelli di legno sulle vetrine -le povere vetrine!- e io ribatto che si, può succedere. Ma il padre torna alla carica con un’affermazione che è un vero e proprio assist:

«Comunque dentro al Duomo dovremmo essere al sicuro.»

Ho proprio preso la palla al balzo:

«Guardi, a Firenze, in passato, abbiamo attaccato anche le chiese!»

Strabuzzano gli occhi al che, non pago, insisto:

«È successo otto secoli fa, ma noi di Firenze siamo ancora così.»

Sempre più preoccupati, i due salutano e si dirigono verso l’ascensore. Peccato, perché ero già lanciato in una lezione di storia nel mio inglese maccheronico.

Oggi alle 15 ho un’attività di volontariato, ma l’idea di trovarmi in piazza con parecchia gente e dare l’assalto alle case del popolo grasso non mi dispiaceva.

Con torcia, forcone e sanpietrini.

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